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Articolo: Seta di gelso: cos’è e come riconoscere la qualità

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Seta di gelso: cos’è e come riconoscere la qualità

La seta di gelso è la seta prodotta dal baco da seta domestico Bombyx mori, allevato a foglie di gelso. Questo allevamento controllato dà fili eccezionalmente lunghi e regolari. Nel marketing della seta, «seta di gelso» compare di solito accanto a numeri come «22 momme» o «grado 6A» che raramente vengono spiegati. Questa guida illustra che cosa distingue la seta di gelso dalle altre sete, che cosa indicano quei numeri e come valutare la qualità prima dell’acquisto.

Che cos’è la seta di gelso e di che cosa è fatta?

La seta di gelso è costituita da una fibra proteica: il filo con cui il bruco del Bombyx mori costruisce il suo bozzolo. Questo filo è composto soprattutto da una proteina, la fibroina, rivestita da una seconda proteina, la sericina: una gomma naturale che viene in gran parte eliminata durante la lavorazione, in un passaggio chiamato sgommatura. Quasi tutta la seta usata nel tessile ha origine dal bozzolo del bruco di una falena; quella di gelso proviene dal Bombyx mori, una specie addomesticata nel corso di millenni e nutrita con foglie di gelso. Un solo bozzolo può dipanarsi in un filo continuo di circa 900-1500 metri, e sono proprio questi fili lunghi e uniformi a dare un tessuto particolarmente liscio, fine e omogeneo.

In che cosa si distingue dalle altre sete?

La seta selvatica, spesso venduta come seta tussah, viene da varie specie di falene selvatiche ed è più grezza e meno regolare, con una texture più marcata. Il raso, invece, non è un altro tipo di seta ma un’armatura, come spiega più avanti la sezione dedicata a seta e raso. Per federe e biancheria da letto si sceglie di solito la seta di gelso: è proprio la superficie liscia il motivo per cui si dorme sulla seta.

Il momme: il numero che conta di più

Il momme (abbreviato mm) è l’unità tradizionale con cui si esprime il peso di un tessuto di seta. Un momme corrisponde a circa 4,3 grammi di seta per metro quadro, quindi una federa da 22 momme pesa circa 95 grammi di seta per metro quadro. Un numero più alto indica un tessuto più pesante e, di regola, a trama più fitta.

Momme Come lo descrivono di solito i venditori
meno di 19 tessuto sottile, livello base
da 19 a 21 buona qualità, la soglia minima abituale per l’uso quotidiano
da 22 a 25 fascia premium: trama fitta, mano piena e liscia
oltre 25 molto pesante e fitto, soprattutto biancheria da letto di lusso

Per le federe in seta, molti venditori usano i 22 momme come specifica della loro fascia premium: una trama abbastanza fitta da risultare consistente senza appesantire il tessuto. Se una scheda prodotto non riporta il momme, non è automaticamente un cattivo segno, ma vale la pena chiedere.

Il grado 6A: come si classifica la seta grezza

La seta grezza viene classificata a parte rispetto al tessuto finito. La norma cinese sulla seta grezza GB/T 1797 stabilisce i gradi da A a 6A, la classe più alta; alcuni venditori indicano anche gradi inferiori, da B a F. Il grado riflette proprietà misurabili del filo di seta grezza, come le variazioni di finezza, la regolarità e la pulizia; vengono inoltre controllati la resistenza alla rottura e l’allungamento. Momme e grado descrivono dunque due cose diverse: il grado valuta la seta grezza, il momme il peso del tessuto. Una scheda affidabile di solito li riporta entrambi.

Seta o raso: una fibra e un’armatura

È l’errore più frequente quando si compra seta: il raso non è una fibra, ma un’armatura. Una «federa in raso» può essere tessuta in poliestere, viscosa o seta. Anche parole come «setoso» non indicano alcuna fibra. Quello che conta è la composizione riportata in etichetta: «100% seta» indica il materiale naturale. Alcuni venditori scrivono «100% seta di gelso»; la fibra è la seta, e «di gelso» è un’aggiunta del venditore. In negozio il raso di poliestere sembra altrettanto liscio, ma nel corso della notte si comporta in modo diverso. Assorbe pochissima umidità, e con l’aria secca degli ambienti chiusi questo tende a tradursi in elettricità statica. Alla domanda «seta o raso?» risponde per esteso un articolo dedicato.

Comprare seta di gelso: che cosa potete verificare davvero

  1. Leggete la composizione. L’etichetta riporta la composizione fibrosa, e «seta» è una denominazione di fibra regolamentata; l’elenco ufficiale delle denominazioni non distingue una specie di baco dall’altra, per cui «di gelso» è una precisazione del venditore stesso. «Raso» o «effetto seta» senza alcuna indicazione di fibra sono un motivo per chiedere di quale fibra si tratti.
  2. Cercate il valore in momme. Molti venditori fanno partire la buona qualità da 19 momme e usano i 22 momme per la loro fascia premium.
  3. Controllate il grado della seta grezza. La dicitura «grado 6A» indica la classe più alta della norma cinese sulla seta grezza GB/T 1797.
  4. Verificate i certificati. Le etichette OEKO-TEX come STANDARD 100 o MADE IN GREEN attestano controlli sulle sostanze nocive, e MADE IN GREEN anche una produzione tracciabile e certificata. Il Global Organic Textile Standard (GOTS) certifica i tessili realizzati con fibre da agricoltura biologica, con criteri ambientali e sociali verificati lungo tutta la lavorazione. Entrambi si possono controllare online, MADE IN GREEN tramite l’ID dell’etichetta e GOTS tramite il numero di licenza del fornitore.
  5. Mettete il prezzo in prospettiva. Un prezzo molto basso da solo non prova nulla, ma è un buon motivo per rileggere due volte la composizione. Una «seta» sospettosamente economica può rivelarsi raso di poliestere.

Vi capiterà di sentir parlare anche della prova della fiamma, che però non è decisiva: si limita a collocare una fibra in una grande famiglia, come quella delle fibre proteiche o delle sintetiche; stabilire con certezza se una fibra è davvero seta è possibile soltanto con un’analisi di laboratorio. Inoltre, la prova rovina il tessuto e potete farla solo dopo aver pagato. Prima dell’acquisto, la composizione e i certificati sono le prove che potete davvero controllare.

Che cosa fa la seta di gelso per capelli e pelle, e che cosa no

Due proprietà spiegano perché la seta di gelso sia tanto amata nella cura di capelli e pelle. La prima è la superficie liscia: i capelli scivolano sulla seta invece di impigliarsi in una trama più ruvida. Meno attrito durante la notte significa meno stress meccanico sui capelli, e molte persone notano al mattino meno nodi e meno crespo. Per la pelle vale lo stesso principio meccanico: il tessuto scorre sotto il viso invece di sfregarlo, e chi dorme sul fianco racconta spesso di svegliarsi con meno segni del cuscino.

La seconda proprietà: molte persone trovano che una federa in seta a trama fitta assorba meno i trattamenti serali rispetto al cotone. Quanto una federa risulti fresca o calda di notte dipende anche dal tessuto in sé, cioè dall’armatura, dalla densità e dal finissaggio.

Altrettanto chiaro è ciò che la seta non fa: non ci sono prove cliniche che aiuti contro l’acne o i batteri. Quello che potete ragionevolmente aspettarvi è meno attrito su capelli e pelle e una mano liscia.

La seta di gelso da RENESSY

I modelli della nostra collezione di federe in seta mettono in pratica la lista di controllo qui sopra: 100% seta di gelso biologica da 22 momme e grado 6A, con seta su tutte e due le facce e nessun retro in cotone o poliestere. La seta è certificata GOTS, ed è sulle federe che compare il marchio OEKO-TEX MADE IN GREEN: due attestazioni verificabili. La loro tollerabilità cutanea è stata testata e certificata da Dermatest, anche per le pelli sensibili. Infine, una cerniera YKK resta nascosta sotto una patta interna di tessuto.

Domande frequenti

Che cosa significa 22 momme?

22 momme significa che il tessuto pesa circa 95 grammi di seta per metro quadro. Molti venditori ne fanno la specifica premium delle loro federe in seta: trama fitta e una mano corposa.

Perché si chiama seta di gelso?

Perché i bachi che la producono si nutrono di foglie di gelso. Il nome distingue la seta del Bombyx mori addomesticato dalle sete selvatiche come la tussah, più grezze e meno regolari.

La seta di gelso è vegana?

No. La seta è un prodotto di origine animale, e nella produzione convenzionale i bachi vengono uccisi all’interno del bozzolo. Certificazioni come GOTS coprono criteri ambientali e sociali lungo la filiera tessile, ma non cambiano questo fatto.

Seta di gelso o seta normale: che differenza c’è?

La «seta normale» non è una categoria definita: di solito si intende una seta venduta senza indicare il baco che l’ha prodotta. Oltre alla seta di gelso, esistono altre sete commerciali, come la tussah, la eri o la muga, che provengono da altre specie di bachi da seta. In etichetta la fibra si chiama «seta» in entrambi i casi; per confrontare, guardate quindi il grado della seta grezza e il momme.

Come si cura la seta di gelso?

Con delicatezza, e sempre secondo l’etichetta di manutenzione: è questa a stabilire la temperatura di lavaggio, e il simbolo di asciugatura dice se l’asciugatrice è consentita oppure no. Una bacinella senza numero non è un invito a sceglierne uno. Usate un detersivo senza proteasi: le proteasi agiscono sulle fibre proteiche, e la seta è una di queste. La nostra guida su come lavare la seta vi accompagna passo dopo passo.

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